Giulietta Maditerraodivolo

Non trovo la casa dei miei sogni a Phuket

Sono demolita dalla ricerca di una casa qui, in Thailandia. 

Prima di tutto perché prima di cercare una casa dovrei cercare dei soldi, ma confido nel destino. Secondo perché il vero problema non sta nel trovare una casa in senso generale, intendo una casa dei sogni. 

A trovare una casa qui ci si mette tre secondi in realtà, ma il problema è farsela andare bene.

Non è che io abbia sogni impossibili, tipo la villona a sei piani con la cascata e la piscina a sfioro,  ma no! Io mi adatto. Ma più mi adatto e più trovo cose che in Italia non potremmo nemmeno immaginare. 

Ma partiamo dall’inizio.

Io e Mua, che per chi non lo sapesse è il mio compagno thai, viviamo da più di un anno in uno studio apartment a Kata beach, non proprio sulla spiaggia ma più su in collina, fuori dai coglioni. Perché diciamocelo chiaro, se vivessimo sulla Patak Road non litigheremmo più solo per chi lava i piatti.

La nostra casa è formata da una stanza vista mare (che schifo non fa) dove praticamente conduciamo tutta la nostra esistenza, dal dormire a mangiare a lavorare o rilassarci. Poi c’è una stanza con la cucina che consiste in un bancone e un frigo e il bagno, che ha una vera doccia. Ma sulla doccia ci arrivo dopo.

La casa finisce così. C’è un balcone davanti e un altro dietro che però appoggia sulla montagna. La sera i miei gatti mangiano lì insieme alle zanzare io e Mua ci rilassiamo prima di andare a letto.

Insomma, stiamo stretti. In più costa 14.000 Baht, che sono tipo 400 Euro. Na cifra. Ma c’è la vista mare! 

Visto che sono incinta a rate, comunque abbiamo in programma un bimbo prima o poi. Dico prima o poi perché ero già molto incinta, ma al mio utero la cosa non è piaciuta molto e al quarto mese ho perso il nostro baby.  Ma quella del mio utero è un’altra storia. Una triste storia.

E non voglio nemmeno parlare del fatto che abbiamo tante galline.

Vi voglio parlare del fatto che tra gatti, aborti spontanei, viste mare, e una stanza dove ci mangiamo e stendiamo i panni insieme, ci siamo rotti le palle e abbiamo deciso di cambiare. Ma dove andare? 

Abbiamo calcolato di mantenere circa lo stesso budget e con questo budget le opzioni che si presentano sono scarse. Di seguito un elenco:

IL CONDO

I condo sono i palazzi che di norma contengono degli appartamenti, in genere piccoli bilocali, arredati con un certo gusto (sicuramente c’è lo zampino del farang) e con servizi molto interessanti quali palestra e piscina in comune. Costano poco (da 7.000 a 13.000 Baht) e sono già pronti per viverci. Figo no? Sì, figo. Ma c’è un problema: non possono viverci animali. E io senza i miei gatti non mi muovo. 

Bocciato.

LA CASA THAI STYLE

La casa in stile thai è una delle cose che mi fanno più arrovellare il cervello da quando vivo qui.

I bagni hanno il doccino installato solitamente al muro ma senza un piatto per la doccia e senza tenda, pertanto ogni volta che ci si lava, si lava anche tutto il bagno. E’ vero che qui fa sempre caldo, ma andare ogni volta a far pipì e riempirsi di acqua tutte le chiappe non è pratico.

La struttura della casa spesso è insolita a noi italiani, le stanze vengono mal arredate e non hanno un filo di logica per quanto riguarda la funzionalità. 

Spesso vengono mescolate piastrelle di diverso tipo e colori improbabili, le pareti vengono dipinte un pochino a caso, le finestre spesso non si chiudono a dovere e vengono messe tende orribili per coprire la luce del sole. 

La cucina non viene concepita come pensiamo noi. Se sei fortunato puoi avere un bancone con un lavandino, ma spesso devi provvedere a comprarti a parte i fuochi, accompagnati da una bella bombola del gas che puntualmente non sai dove mettere e finisci per farla trionfare al centro della cucina. 

Spesso in queste case l’umidità fa da padrona e l’odore di umido si mescola all’odore della naftalina.

Le foto rendono meglio l’idea. 

Bocciata.

LA CASA THAI DI LEGNO

La casa thai di legno, magari in collina circondata da piante è il mio sogno e ne ho trovata una. Me ne sono innamorata, ma la sua proprietaria ha ferito il mio cuore e distrutto i sogni del mio culto del bello. Ve la presento con una foto presa da google maps, ma è proprio lei, la mia casa di legno a Karon. E poi vi racconto.

 

Io e Mua scoviamo questa casa e la proprietaria ci lancia un buon prezzo per un anno: 14.000 Baht con utenze incluse. Due camere da letto, giardino, ok i gatti, libera tra due giorni.

Io inizio a girare intorno alla casa sognando i barbecue la sera e il silenzio della collina. In lontananza si scorge anche un pezzetto di mare, incastrato tra due colline. E’ la mia casa. 

Ci da appuntamento dopo due giorni e non appena arriviamo penso tra me e me: 

Ok, sicuro dentro i mobili fanno schifo. Non preoccuparti, ti piacerà. Li cambierai. Parola d’ordine: flessibilità.

Entro dal piano sotto e davanti a me ci sono piastrelle color Peppa Pig e muri verde pistacchio. A destra una porta, la apro e trovo una camera da letto. O meglio, una stanza con solo un letto. Niente comodino, niente di niente. Letto. Una luce al neon al soffitto e due finestre.

Penso: ok via il letto, qui dipingo di bianco e ci faccio lo studio. Dormo di sopra. 

Proseguo e trovo le scale per salire di sopra e un bancone come cucina. Ci sta, me lo aspettavo così. Il frigorifero rosso con gli adesivi degli yoghurt attaccati però potevano risparmiarselo. Siamo ancora con piastrelle rosa, muro verde e ora frigo rosso. Il bancone è azzurro e le scale marroni. 

Dov’è il tavolo? Non pervenuto. Mangia per terra. 

Trovo il bagno di sotto. Entro. Un incubo. Una stanzetta costruita staccata dalla casa, senza finestre ma con dei buchi in alto sulle pareti per far passare un po’ di luce e qualche tarantola, un piccolo lavandino che sembra quello dei treni regionali, uno specchietto di plastica, un water e un doccino posto sopra il water. Praticamente dovrei lavarmi mentre faccio i bisognini, o viceversa. Il bagno ha il pavimento fatto con 4 tipi di piastrelle diverse e il soffitto è ricoperto da dei listelli di plastica rossi e gialli. Io una cosa così schifosa non l’ho mai vista in vita mia. Ma sono positiva e penso: Ok, fa totalmente cagare. Ma Ok, poi lo sistemo. E questo lo uso solo per il wc e mi lavo di sopra. Gli metto dentro 10 piante così pare di cagare nella giungla e almeno prende un senso.

E’ arrivato il momento di salire di sopra. Le scale sono in legno e con piacere noto appena arrivo al primo piano che il pavimento è in legno. Vero legno. E’ vissuto sì, ma è stupendo. Mi innamoro del pavimento. Le pareti invece mi spaventano. Sono ricoperte da del compensato e colorate di marrone. Marrone.. neanche freddo, un marrone caldo che sembra proprio quella roba lì. C’è un enorme corridoio con un armadio che andrebbe solo bruciato (l’unico della casa), e mi domando perché mai l’armadio debba stare in corridoio. Lo capisco un attimo dopo quando mi accorgo che dietro l’armadio si nasconde una porta che da sull’esterno. Nel vuoto. Una porta per suicidarsi. Desidero vivere in una casa con una porta sul niente al primo piano, non per suicidarmi ma per metterla sul web con qualche scritta del tipo “thai logic”. Sarei la ragazza della porta nel vuoto. Tutti verrebbero a trovarmi per vedere la porta.

Proseguo ridacchiando e trovo l’altra stanza da letto. Che indovinate un pò? Ha solo un letto. E le pareti sempre color pupù con una finestra. La immagino imbiancata, con due bei comodini, tanti cuscini e una tenda nuova. Diventa bella. Il pavimento di legno la rende una delizia. 

Esco e sempre sullo stesso lato si sale di un gradino e c’è un’area aperta che è il salotto. Marrone. E’ tutto incredibilmente marrone. C’è un divano blu. Immagino ancora di imbiancare le pareti, mettere cuscini gialli al divano blu, delle belle piante tropicali, bruciare il tavolino per la tv e metterne uno carino. Cambiare le tende. Wow. Diventa uno stile rustico, tropicale, minimal, però con anche del colore nei dettagli. Mi parte l’estro creativo e mi sento già una grande interior designer. 

L’ultima porta conduce all’esterno dove c’è uno splendido portico con finalmente un tavolo e due panche. In tutta la casa non esistono sedie. Ma il portico è meraviglioso. Si vede dalla foto ed è anche grande (dalla foto non rende). 

Mi rendo conto che non esiste il bagno di sopra. Questo comporta nel rimettere nella mia fantasia la camera da letto al piano terra e la camera sopra farla diventare studio. Il figlio immaginario che avremo non so dove metterlo, ma tanto ora che arriva ho tempo per pensarci. 

A Mua la casa piace, anche se rimane perplesso da tutto quel colore marrone. Mi dice “but why this color too much?” E sul bagno si scandalizza anche lui. 

Usciamo dalla casa col sorriso, perché non sappiamo che la proprietaria sta per spezzarci il cuore. 

Le dico che vorremmo prenderla, ma le pareti andrebbero ridipinte e…non faccio in tempo a dirlo. La tizia dice “MAEDAIIIIIII” che significa tipo “NO, CAZZO PROPRIO NO” e poi aggiunge: la casa non si modifica. 

Ma stai calma. 

Neanche se le dipingo io? A spese mie? 

Stavolta il MAEDAIIII rimbomba per tutte le colline.

E sti cazzi allora. Le dico che mi spiace ma non ce la faccio a vivere nelle pareti color cacca e che comunque anche i mobili andrebbero cambiati, quindi grazie e arrivederci.

Torno a casa, nella nostra casetta moderna con le pareti bianche. Ho un balcone vista mare e tutto pare perfetto. Ma nei miei sogni io sono in quella casetta di legno a dipingere le pareti di bianco con Mua per voltare pagina, per costruire la nostra famiglia e per sognare un futuro dove non perdo i bimbi nella pancia.

E’ un vero peccato. 

Non trovo la casa dei miei sogni a Phuket. 

 

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